Terre rare: la pedina mossa da Pechino nella guerra con gli Usa

La Cina ricatta Trump

L’arma cinese puntata su Trump si chiama Terre rare. Ma cosa sono e perché sono così importanti per l’economia globale?

Lo scontro commerciale Cina Usa si fa sempre più duro. Prima l’annuncio da parte di Donald Trump di un aumento dei dazi dal 10% al 25% sui beni cinesi, poi l’inserimento di Huawei in una lista nera che impedisce al gigante cinese delle telecomunicazioni di acquistare componenti da società statunitensi. Colpi ben assestati quelli lanciati dal Presidente americano.

La risposta della Cina non ha certo tardato ad arrivare: la pedina che Pechino ha scelto di muovere si chiama “Terre rare, e l’impatto di questa mossa potrebbe essere determinante per l’esito della partita.

Ma cosa sono le Terre rare? E perché sono così importanti per l’economia globale?

Terre rare: cosa sono

Le terre rare, o terre rare metalli, sono un gruppo di 17 elementi chimici con caratteristiche particolari: scandio, ittrio e i 5 elementi del gruppo dei lantanidi (lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio e lutezio).

Le Terre rare, in realtà così rare non sono. A renderle speciali non è la loro scarsità in natura, bensì l’alto livello di difficoltà e l’elevato costo dei processi di estrazione, raffinazione e ossidazione, a causa della reattività degli elementi, che rende difficile isolarli in forma pura.

Il processo di estrazione è particolarmente pericoloso e inquinante e necessita personale altamente specializzato. Durante la fase di estrazione e raffinazione sono richieste grandi quantità di acidi corrosivi e tossine cancerogene. Spesso, i metalli sono intrecciati con materiali radioattivi dal nucleo della terra: materiali che vengono rilasciati e contribuiscono ad inquinare acqua, terra e aria. A causa di questi fattori, è stato calcolato che la lavorazione di una tonnellata di metalli delle terre rare produce circa 2.000 tonnellate di rifiuti tossici. È per questo che molti Paesi importatori, soprattutto Usa e Giappone, hanno preferito appaltare l’estrazione delle terre rare alle aziende cinesi.

Terre rare: a cosa servono

Le Terre rare trovano un vasto impiego nell’industria hi-tech e sono utilizzate in svariate attività di produzione, dalle lampadine agli hard disk, dalle turbine eoliche ai motori elettrici passando per smartphone ed elicotteri. Uno dei campi in cui è più richiesto l’utilizzo di Terre rare è il settore militare: questi 17 elementi terre sono indispensabili per la produzione delle “armi a energia diretta”, dispositivi capaci di indirizzare sui bersagli radiazioni elettromagnetiche, onde acustiche, plasma a elevata energia o raggi laser.

Terre rare: chi le produce

Il mercato mondiale di questi metalli è saldamente nelle mani della Cina: secondo i dati dello Us Geological Survey, su una produzione 2018 di circa 170mila tonnellate, la quota cinese è di 120mila. Il secondo produttore mondiale, l’Australia, si attesta a 20mila tonnellate. Gli Stati Uniti sono intorno a 15mila.

Come scrive Hayat Gazzane, «gli Usa oggi dipendono per circa l’80% dalle importazioni di “terre rare” cinesi estratte e lavorate nel Paese asiatico», ma importano pure “terre rare” americane lavorate in Cina.

Questi pochi numeri bastano a far capire come mai Trump non abbia inserito le “terre rare” nella lista dei dazi sulle importazioni dalla Cina. Fanno capire anche perché le Terre rare potrebbero essere l’arma vincente nello scontro Pechino-Washington.

Consigliamo all’America di non sottovalutare l’abilità cinese di salvaguardare i propri interessi e il proprio diritto allo sviluppo. Non dite che non vi abbiamo avvisati!”, si legge sul Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito comunista cinese.