Tasse al 73% per i super ricchi

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La proposta che piace ai Nobel per l’economia

La proposta di tassazione alla Robin Hood arriva dagli USA. Tassare i super ricchi fa bene all’economia, parola di Nobel

La proposta di una tassazione al 70% sui redditi dei super ricchi, pensata dalla deputata di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, ha fatto molto discutere. Considerata dai più una pazzia, ha però trovato il sostegno dei più stimati premi Nobel dell’economia.

Nello specifico, la tassazione proposta dalla Ocasio-Cortez, ammonterebbe al 10% fino a un introito annuo di 75.000 dollari, per poi aumentare in maniera proporzionale man mano che salgono anche i guadagni. Dunque, riguarderebbe per il 70% super ricchi come Zuckerberg, il patron di Amazon, Jeff Bezos o più in generale coloro che guadagnano più di 10 milioni di dollari all’anno e che in America sono circa 16.000.

Le cose oggi stanno ben diversamente: in seguito al passaggio del Tax Cuts and Jobs Act del 2017, fortemente voluto da Donald Trump, l’aliquota fiscale massima è appena al 37% per i redditi al di sopra dei 600.000 dollari annui.

Ma la tassa ai super ricchi piace molto ai premi Nobel dell’economia. Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia 2008, chiamato ad esprimersi sulla proposta di super tassazione della giovane deputata demo-socialista, ha affermato: “è evidentemente una follia, giusto? Insomma, chi può pensare che abbia senso? Solo persone ignoranti come… Peter Diamond, premio Nobel per l’Economia e probabilmente il principale esperto mondiale di finanza pubblica. Diamond, in collaborazione con Emmanuel Saez – uno dei nostri principali esperti sul tema delle disuguaglianze – ha stimato che l’aliquota fiscale massima ottimale è del 73 per cento. Per qualcuno non è sufficiente: Christina Romer, macroeconomista di altissimo livello, già direttrice del Consiglio dei consulenti economici del presidente Obama, la stima al di sopra dell’80 per cento”.

Secondo Krugman, non è indispensabile preoccuparsi dell’alta tassazione sui redditi dei super ricchi, a patto che non arrivi al 100%, in quanto, oltre a interessare una piccola fetta di cittadini, influenzerà di poco il loro patrimonio. Il passato ne è testimone: “nel 1936 l’America aveva livelli di tassazione molto alti per i ricchi – più alti persino di quelli che propone Alexandria Ocasio-Cortez– e tutto andava bene. Da allora le aliquote fiscali sono diminuite, e non si può negare che l’economia è andata peggio”.

E pensare che Jean-Baptiste Colbert, ministro delle Finanze di Luigi XIV, aveva già capito tutto: “l’arte della tassazione consiste nello spennare l’oca al fine di ottenerne la quantità massima di piume con il minimo di starnazzo possibile”. Detto con le parole dei più grandi economisti dei nostri giorni: la tassazione ideale per i super ricchi è quella che, pur non eliminando il desiderio di lavorare di più per guadagnare di più, consente allo Stato di incassare quanti più soldi possibili.[:]