L’automobile ci spia: a rischio la nostra privacy

Attenzione ai dati condivisi

La massiccia dose di tecnologia che equipaggia i veicoli garantisce sicurezza ed efficienza. Ma presenta anche un lato oscuro che potrebbe minare seriamente la nostra privacy

Automobili sempre più tecnologiche e connesse. 1 italiano su 3 già le guida, e oltre la metà intende acquistarne una. Si tratta di auto dotate di sofisticati sistemi di infotainment in grado di fornire informazioni utili alla guida e capaci di mettere in contatto con persone e cose.

Collegati al navigatore satellitare GPS, tali sistemi di assistenza alla guida indicano le condizioni del traffico in tempo reale e la situazione meteo, suggeriscono hotel, parcheggi, ristoranti e altri punti d’interesse intorno alla nostra posizione, sanno dove ci stiamo dirigendo e registrano molte delle nostre abitudini, incluso il nostro stile di guida.

L’introduzione di tali sistemi di assistenza alla guida (ADAS) ha un impatto fortemente positivo sulla sicurezza di chi guida e degli altri utenti in strada. La localizzazione in caso di emergenza e in caso di furto, la navigazione evoluta e la connettività con strade smart, piacciono molto agli automobilisti, la maggior parte dei quali è persino disposta a pagare un sovrapprezzo per avere queste funzionalità, sia una tantum al momento dell’acquisto, sia in modalità di abbonamento.

Tanto che le auto connesse sono destinate ad aumentare. Questo settore a livello mondiale vale oggi più di 60 miliardi di euro e nei prossimi otto anni crescerà del 260%. Entro il 2024 saranno consegnati 125 milioni di auto connesse nel mondo.

Ma non è tutto oro quel che luccica: la massiccia dose di tecnologia che ormai equipaggia i veicoli ha anche un lato oscuro che può minare seriamente la nostra privacy e i nostri dati personali.

Qualora si dovesse decidere di vendere un’auto connessa, l’auto porterà con sé numerosi dati sensibili, esattamente come nel caso in cui dovessimo vendere uno smartphone. Le centraline infatti sono piene di dati personali che mettono a rischio la riservatezza, non solo di chi vende ma anche di chi acquista. Non è insolito sentire di automobilisti che, dopo aver ceduto la loro auto, continuano ad essere in grado di bloccarla, accendere le luci, localizzarne la posizione.

“Un veicolo a motore non è una piattaforma commerciale o di comunicazione né uno smartphone su ruote”, spiega l’l’Associazione Europea di Costruttori di Auto. “È un mezzo di trasporto, la cui funzione principale è portare persone e/o beni in sicurezza da un luogo all’altro. Ed è responsabilità del produttore che il veicolo operi in modo sicuro e protetto”.