Investire nella Nuda Proprietà: perché conviene

In crescita le compravendite di nude proprietà nel 2018

Cos’è la nuda proprietà? Perché potrebbe essere una soluzione appetibile sia per compratori che per venditori?

L’incertezza dei mercati finanziari e la crisi del mercato immobiliare hanno reso la “nuda proprietà” un’opzione di acquisto o di vendita molto interessante. Cos’è la nuda proprietà? Perché è diventata una soluzione appetibile sia per compratori che per venditori?

Con nuda proprietà si intende un valore da cui si toglie l’usufrutto. L’acquisto di nuda proprietà implica il divenire proprietari di un immobile, ma senza possibilità di utilizzo immediato dello stesso, che resta in usufrutto di altri.

Chi vende la nuda proprietà ha la possibilità di incassare una liquidità immediata conservando la piena disponibilità dell’immobile per tutta la vita o per un periodo di tempo definito. L’acquirente ha invece l’opportunità di realizzare un investimento a lungo termine, ottenendo un risparmio consistente sul prezzo di acquisto.

La vendita della nuda proprietà di un immobile è una buona soluzione per chi ha elevati costi di gestione dell’immobile o deve far fronte ad altre spese urgenti. Può accadere per esempio che il proprietario di un immobile, per incassare subito un capitale da destinare per l’acquisto di un alloggio ai figli, oppure per l’avvio di un’azienda o anche solo per avere un gruzzoletto che gli consenta di vivere con maggiore tranquillità, decida di vendere il bene in suo proprietà riservandosi il diritto di usufrutto, quindi conservando il diritto di godere pienamente del bene durante la sua vita.

Per chi compra, può trattarsi di un buon investimento se non si ha la necessità immediata dell’immobile e si vuole scommettere sulla rivalutazione del mattone. Non trattandosi di una vendita di piena proprietà, c’è il vantaggio di acquistare a prezzi ridotti (tanto più giovane è l’usufruttuario e quindi, lunga la sua aspettativa di vita, tanto meno costa la nuda proprietà). Al decesso dell’usufruttario, il diritto di nuda proprietà si espande automaticamente e diventa una classica piena proprietà, che attribuisce al titolare il pieno godimento del bene.

Generalmente le spese di manutenzione ordinaria dell’abitazione sono a carico dell’usufruttario (custodia, amministrazione, manutenzione generale). L’usufruttario è tenuto a mantenere l’immobile in buono stato, senza danneggiarlo o modificarlo all’insaputa del nudo proprietario. Le spese straordinarie, invece, sono a carico del nudo proprietario.

Secondo un’indagine dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nel 2018 il 76,3% delle transazioni di nuda proprietà analizzate è stata finalizzata all’investimento a lungo termine, mentre il 23,7% ha riguardato l’abitazione principale. Gli acquirenti di nuda proprietà si sono rivelati di un’età compresa tra 35 e 64 anni nel 70,8% dei casi. Quanto alle motivazioni che spingono i proprietari a vendere con la formula della nuda proprietà, la maggior parte dei venditori (74,1%) lo fa per reperire la liquidità necessaria per mantenere un certo tenore di vita, per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età o per sostenere i figli nell’acquisto della casa.

Le tipologie più compravendute con la formula della nuda proprietà sono i trilocali, con il 32,6% delle preferenze. Seguono i bilocali con il 28,4% delle scelte ed i 4 locali che si attestano al 18,9%.