Il migliore alleato degli investimenti? La pazienza

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La virtù che manca agli investitori italiani

Gli italiani hanno il respiro corto quando investono i propri risparmi. Ma l’impazienza ha tre nemici: i costi, le tasse e gli errori. Investire con successo richiede tempo, disciplina e pazienza

I mercati finanziari sono un formidabile strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti”. È una delle celebri frasi del guru della finanza Warren Buffett che, con un patrimonio di 84 miliardi di dollari, ha la fama di non sbagliare un colpo nelle sue iniziative di investimento. Secondo l’”oracolo di Omaha”, investire con successo richiede tempo, disciplina e pazienza.

Eppure è cosa nota: l’investitore medio ha un approccio irrazionale al mercato. È impulsivo e frettoloso, ossessionato dal mobilitare portafogli, dal seguire le tendenze, dal cambiare titolo, con la costante ansia di perdere i suoi risparmi.

Ma l’impazienza ha tre nemici: i costi, le tasse e gli errori.

I costi sono gli oneri che si pagano per movimentare il portafoglio, per uscire da uno strumento finanziario ed entrare nell’altro. Tanto più i costi sono elevati, tanto minore sarà il rendimento che si otterrà alla fine dell’operazione.

Le tasse sono la parte che va al governo dei nostri guadagni, ed è un aspetto importante, perché ogni volta che si fa un reset, cioè si va a vendere uno strumento finanziario, sull’utile si pagano le imposte. Quindi, il reinvestimento successivo non sarà più pari all’importo disinvestito, ma quello meno la tassazione, e nel lungo periodo questo fa un effetto compounding sfavorevole.

Il terzo nemico della pazienza sono gli errori. Più movimenti si fanno, più aumentano le probabilità di fare degli sbagli, soprattutto se si investe basandosi su previsioni che, spesso poi, non si realizzano.

Ma per gli investitori la tentazione è forte e spesso, come dimostrato da una ricerca della società di ricerca finanziaria americana Dalbar, sono portati a investire in un fondo quando sta performando bene e a chiudere la posizione non appena la performance non soddisfa le aspettative.

La strategia di investimento “Buy and Hold“, ovvero compra e tieni, è la migliore alleata degli investitori, ma viene del tutto trascurata, nonostante ciò possa arrivare a costare fino a un terzo del rendimento che si sarebbe potuto ottenere.

La pazienza dunque è una virtù, a quanto pare non solo dei forti ma anche dei ricchi.

Come si comportano gli investitori italiani a questo proposito? Sono atavicamente propensi al risparmio, e, in media, hanno difficoltà nella pianificazione a lungo termine. È questa la descrizione dell’investitore italiano presentata dalla ricerca Europea investing income di Eumetra e Invesco che ha coinvolto circa 5.000 persone in Belgio, Olanda, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, con un reddito medio annuale di 116.000 euro.

Nonostante 93 italiani su 100 dichiari di considerare importante ottenere reddito dagli investimenti, solo 16 su 100 investono in prodotti income, quelli deputati alla generazione di flussi di reddito periodici. In Europa le due percentuali sono rispettivamente dell’86% e del 17%.

Pur avendo degli obiettivi di lungo periodo, come il benessere futuro della famiglia, l’orizzonte temporale dell’investimento è corto e pari a 4,9 anni. Un lasso di tempo sensibilmente inferiore a quello degli altri Paesi analizzati. Si va dai 10,2 anni in Olanda ai 6,1 nel Regno Unito.

 

 

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