Il debito italiano spaventa le banche di tutta Europa

La spiegazione arriva da Bloomberg 

Il debito pubblico italiano è a quota 2,3 trilioni di euro e minaccia di scatenare una reazione a catena che potrebbe coinvolgere Francia, Spagna e Germania, le cui banche hanno una esposizione rilevante verso i debiti italiani

Lungo la schiena dei trading floor di tutta Europa e dei leader europei di Bruxelles, scorre lo stesso brivido di paura. A causarlo  è il debito pubblico italiano. La questione negli ultimi mesi sta preoccupando particolarmente gli ambienti finanziari del vecchio continente. Ma perché i debiti dello stato italiano interessano così tanto all’Europa?

A parlarne un articolo pubblicato la scorsa settimana su Bloomberg, una delle più note agenzie di stampa newyorkesi, che, prendendo in esame i dati dell’European Banking Authority, ha spiegato perché le banche di tutta Europa sono spaventate dal debito italiano.

L’indebitamento pubblico italiano, ritenuto il “più pericoloso d’Europa”, ammonta a circa 1,5 trilioni di euro. Nonostante la maggior parte di questa zavorra sia concentrata nei bilanci delle banche di Roma e Milano, il debito pubblico non pesa solo sulle banche italiane. Sono numerose le banche europee che hanno una esposizione rilevante verso i debiti italiani. In tutto, gli istituti che hanno sede a Francoforte, Parigi, Madrid, e nel resto dell’Europa, detengono debiti italiani privati e sovrani per un valore superiore a 425 miliardi di euro.

Le banche più esposte ai debiti italiani sono quelle francesi, con un totale di 285,5 miliardi di euro. Tanto potrebbero perdere, nel caso in cui l’Italia non riuscisse più a rimborsare i debiti che Parigi ha sottoscritto.

Ma anche le banche tedesche non sono da meno: Deutsche Bank ha un’esposizione totale di 29,6 miliardi. C’è poi la belga Dexia, con 23 miliardi circa, le spagnole BBVA, Sabadell, Abanca, e la britannica Barclays.

Bloomberg spiega cosa rende l’intreccio tra debiti sovrani e banche italiane, il cosiddetto doom looop, così pericoloso:

Un governo populista incline alle lotte intestine e in costante contrasto con l’Unione Europea è ciò che rende la situazione attuale così rischiosa. Una crisi di governo potrebbe trascinare il sistema bancario o una crisi bancaria potrebbe fare altrettanto con il governo. (…) I meccanismi di salvataggio esistenti in Europa sono stati messi insieme al volo durante l’ultima crisi del debito, con il cancelliere tedesco Angela Merkel che ha tenuto in riga i falchi, mentre il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha inondato il mercato di liquidità. Ma Draghi se ne andrà quest’anno e il potere della Merkel è in declino. Quel che è peggio, il fabbisogno di finanziamento dell’Italia sta esaurendo la capacità esistente dei fondi di salvataggio del Meccanismo Europeo di Stabilità, pari a 410 miliardi di euro, in un solo anno.