I nonni: pilastro del benessere familiare

Ecco quanto vale l’aiuto dei nonni

Se dovessero essere pagati per tutto quello che fanno per i nipoti, il loro “stipendio” dovrebbe avvicinarsi ai duemila euro

In servizio 24 ore su 24, sempre a disposizione, anche senza preavviso. Accompagnano i nipoti a scuola, li aiutano nei compiti, li portano a fare danza, nuoto o calcio; fanno la spesa, preparano la cena, riordinano casa. E all’occorrenza portano a spasso anche il cane di famiglia.

I nonni in Italia sono un esercito di 12 milioni di persone, un vero pilastro del welfare familiare, un ammortizzatore sociale per le tante famiglie italiane colpite dalla crisi.

Secondo una rilevazione online di Coldiretti, un nonno su tre aiuta il bilancio familiare. Il 35% degli intervistati guarda ai nonni come un valido aiuto per seguire i bambini fuori dall’orario scolastico, il 17% ne apprezza i consigli e l’esperienza, il 4% si avvantaggia del loro sostegno lavorativo a livello domestico.

Anche in estate i nonni si rivelano una risorsa preziosa per le famiglie. Più di un italiano su due (58%), a causa dei tanti impegni di lavoro e delle incombenze della vita quotidiana, sceglie di affidare i loro figli ai nonni, perché possano trascorrere un periodo di vacanza con persone fidate senza dovervi rinunciare per via degli impegni dei genitori.

Se dovessero essere pagati per ciò che fanno per i nipoti, lo stipendio medio che spetterebbe ai nonni sfiorerebbe le duemila euro al mese. «Abbiamo provato a calcolare uno stipendio medio ideale, ha detto Silvia Wang, co-fondatrice e presidente di ProntoPro, per rendere tutti più consapevoli del supporto reale che queste preziose persone rappresentano nella propria famiglia».

Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare, i nonni di oggi, rispetto al passato, sono più attivi e moderni, visto che godono di buone condizioni di salute (41%), hanno maggiore dimestichezza con la tecnologia (40%) e un buon livello di istruzione (30%). Inoltre sono più propensi a concedersi svaghi e piccoli piaceri (39%), come cene, viaggi e uscite culturali, e non rinunciano all’attenzione a loro stessi e al loro benessere (14%).