Fmi: tre bolle finanziarie minacciano l’economia mondiale

La vulnerabilità finanziaria è ai massimi storici

L’attuale fase dei mercati ricorda gli anni precedenti la grande crisi del 2008

Torna l’allarme bolla, anzi bolle, sui mercati finanziari. A lanciarlo Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale. Vestiti i panni di Cassandra, nel suo Global Financial Stability Report, ha sentenziato che l’attuale fase dei mercati ricorda in maniera inquietante gli anni precedenti la grande crisi del 2008, quella dei sub-prime e del fallimento di Lehman Brothers. L’indagine, basata su 29 grandi epicentri sistemici del mondo, prende in considerazione i dati a partire dal 2000 ed è in grado di valutare il tasso di rischio su “una parte significativa dell’economia globale”.

Secondo il principale organismo mondiale di cooperazione finanziaria, sono tre le bolle che galleggiano sull’economia internazionale. Si chiamano super-indebitamento delle imprese, boom dei prezzi degli immobili e shadow banking. Si tratta di debiti “gemelli” che danzano a braccetto sul pianeta e che potrebbero presto causare una nuova crisi economica mondiale.

Il super-indebitamento delle imprese

L’Fmi calcola che il gruppo di paesi a rilevanza sistemica, cioè il 70 per cento del Pil mondiale, ha “livelli elevati” di indebitamento “corporate”. Una percentuale davvero allarmante, se si pensa che ai tempi del grande crack del 2007-2008 i paesi con alto indebitamento rappresentavano solo il 40 per cento del Pil globale. La situazione più critica riguarda soprattutto Usa e Cina, dove lo stock di obbligazioni corporate con rating “spazzatura” è cresciuto di quattro volte. Negli Usa inoltre, l’erogazione di credito a clientela di bassa qualità, si è raddoppiata. Se l’economia dovesse ulteriormente rallentare ed i tassi aumentare, le imprese non sarebbero più in grado di fronteggiare il proprio indebitamento.

Lo shadow banking

Un altro pericolo è lo shadow banking. Nel 2017, circa 51,6 trilioni di dollari di prestiti sono stati erogati al di fuori del sistema bancario e delle banche centrali. Questi asset finanziari provengono da società finanziarie, crediti Fintech, hedge fund, credito al consumo. Gli operatori coinvolti non hanno fatto altro che approfittare del quantitative easing per approvvigionarsi presso le varie banche e poi prestare denaro con leva elevata a soggetti con bassa meritocrazia di credito. Tutto ciò ha causato un aumento di obbligazioni spazzatura e shadow banking, rispettivamente saliti al 47 e al 60%. Un mercato molto rischioso, secondo l’Fmi.

Il boom dei prezzi degli immobili

Nell’elenco delle bolle non può mancare quella immobiliare. I recenti e rapidi incrementi dei prezzi nel mercato immobiliare, registrati negli ultimi cinque anni in tutto il mondo, con vette a Dublino, Auckland e Sydney, rischiano una importante “correzione” nel giro dei prossimi tre anni. Una stima preoccupante, visto che, come ricorda sibillinamente l’Fmi, la maggioranza delle 50 crisi bancarie degli ultimi decenni, è stata preceduta da una bolla immobiliare.