Choupette, la gatta ereditiera di Karl Lagerfeld

Regalo milionario alla musa che ispirò lo stilista

Non solo Instagram star e modella: Choupette Lagerfeld potrebbe diventare la gattina più ricca al mondo

Musa ispiratrice dello stilista recentemente scomparso e vera e propria icona fashion, l’elegante birmana bianca Choupette Lagerfeld, ora potrebbe entrare nell’olimpo dei felini più ricchi al mondo. La sua attività di testimonial le ha già garantito un “piccolo” patrimonio personale di circa 3 milioni di euro, guadagnati come “modella” in Germania e Giappone. Ma non è abbastanza: sembra che il kaiser Lagerfeld abbia voluto garantirle un futuro dorato inserendola tra i beneficiari del suo testamento. Se non della sua intera fortuna.

Choupette era entrata nella vita di Lagerfeld grazie al modello Baptiste Giabiconi, che gliel’aveva affidata nel 2011. Lagerfeld, stregato dalla micia, l’aveva tenuta con sé. «È al centro del mio mondo», aveva dichiarato Lagerfeld.

Choupette ha due cameriere, che si occupano solo di lei 24 ore su 24 e che ogni giorno annotano tutto quello che fa. Non mangia mai per terra, ma solo sul tavolo e su ciotole rigorosamente Maison Goyard. Detesta il profumo Chanel N°5 e adorava giocare insieme a Karl con l’iPad. È stata la protagonista della linea di moda di Lagerfield, che l’ha brandizzata su borse, occhiali, scarpe, portachiavi. Sin dal 2012 la gatta ha una sua pagina Twitter e un profilo Instagram personale, con centinaia di migliaia di followers.

Prima di lasciarla, lo stilista ha disposto tutto affinché il tenore di vita della sua musa ispiratrice rimanga inalterato: non dovranno mai mancare per lei i pasti realizzati da uno dei ristoranti più chic di Parigi a base di granchio reale, caviale e salmone affumicato e, soprattutto, saranno mantenute le sue due guardie del corpo e le sue assistenti personali.

Lasciare la propria eredità all’animale da compagnia è una scelta sempre più diffusa, e non solo tra i vip. Il codice civile in Italia non lo consente: alla morte del proprietario, l’animale domestico diventa parte dell’eredità come un qualunque altro bene mobile: un tavolo, un quadro. Questo perché gli animali non possiedono personalità giuridica.

Ma c’è un escamotage perché l’animale domestico benefici della successione. Il proprietario dovrà indicare nel testamento un erede diretto: una persona o un’associazione che amministri le somme ereditate soltanto per assicurare il benessere dell’animale. Il proprietario potrà anche nominare un esecutore testamentario che vigili e controlli affinché le proprie volontà vengano poi rispettate, pena la revoca del lascito.

Chissà se Choupette, con la sua fortuna, porterà via il primato a Gigoo, la gallina con un patrimonio da 15 milioni di dollari appartenuta all’editore inglese Miles Blackwell.