Burocrazia: solo la Grecia peggio dell’Italia

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Pubblica Amministrazione da incubo per gli italiani

L’allarme della Cgia di Mestre sui dati della Commissione europea: Italia e Grecia hanno le peggiori burocrazie d’Europa. Meglio al Nord, con il Trentino Alto Adige regione più virtuosa d’Italia, peggio al Centro-Sud con la Calabria all’ultimo posto

Errori, rallentamenti, ritardi: burocrazia e servizi pubblici sono un vero e proprio incubo per i cittadini italiani. E’ quanto emerge dalla stesura dell’indice europeo sulla qualità dei servizi offerti dagli uffici pubblici dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica. Un’elaborazione riferita al 2017, realizzata dalla Cgia Mestre su dati della Commissione europea.

Nella classifica delle migliori burocrazie d’Europa, l’Italia si è piazzata alla penultima posizione, con la sola Grecia a “salvarla” dal primato negativo.

Ad influire negativamente sul posizionamento dell’Italia non è tanto la qualità dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione, che ha ricevuto 40 punti su 100, quanto invece questioni come imparzialità e corruzione. “L’incomunicabilità, la mancanza di trasparenza, l’incertezza giuridica e gli adempimenti troppo onerosi hanno generato una profonda incrinatura, soprattutto nei rapporti tra le imprese e i pubblici uffici, cha ha provocato l’allontanamento di molti operatori stranieri che, purtroppo, non vogliono più investire in Italia anche per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico”, ha affermato il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo.

Sarebbe comunque sbagliato generalizzare: non tutta la nostra amministrazione pubblica è di bassa qualità. Al Nord, la sanità, molti settori delle forze dell’ordine, diversi centri di ricerca e istituti universitari, assicurano delle performance che non temono confronti con il resto d’Europa. Ma le principali regioni del Centro-Sud d’Italia compaiono per otto volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al 190esimo posto.

Le notevoli lacune del sistema burocratico influiscono in modo pesantemente negativo anche sull’economia italiana. Stando ai dati elaborati dall’Ocse, infatti, la produttività media del lavoro delle imprese italiane è più elevata nelle zone con una più efficiente amministrazione pubblica. “Purtroppo, i tempi e i costi della burocrazia”, afferma il segretario della Cgia Renato Mason, “sono diventati una patologia che caratterizza negativamente una larga parte del nostro Paese. In particolar modo le imprese italiane, essendo prevalentemente di piccolissima dimensione, hanno bisogno di un servizio pubblico efficiente ed economicamente vantaggioso, in cui le decisioni vengano prese senza ritardi e il destinatario sia in grado di valutare con certezza la durata delle procedure”.

Altrettanto preoccupanti, prosegue la Cgia, sono i risultati che emergono dalla periodica indagine campionaria condotta da Eurobarometro, sulla complessità delle procedure amministrative che incontrano gli imprenditori dei 28 Paesi dell’Unione. L’Italia si trova al quart’ultimo posto di questa graduatoria, con l’84 per cento degli intervistati che dichiara che la cattiva burocrazia è un grosso problema. Solo la Grecia, la Romania e la Francia presentano una situazione peggiore della nostra, mentre il dato medio dell’Unione europea si attesta al 60 per cento.

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