Borse: così le fake news manipolano i mercati

Il ruolo della disinformazione finanziaria

Dalla presunta morte di Napoleone alla finta bomba alla Casa Bianca: come le fake news influiscono sui mercati finanziari

Mai come nella nostra era digitale, le “fake news” corrono veloci, rendendo particolarmente insidioso muoversi tra i mercati finanziari. L’informazione finanziaria, al pari della disinformazione, viaggia in modo sempre più rapido, utilizzando i social network come cassa di risonanza.

In realtà, di notizie false finalizzate ad alterare l’andamento delle quotazioni degli asset finanziari, il mondo della finanza ne è sempre stato pieno. Le fake news capaci di dirottare grandi capitali in un batter d’occhio esistevano ancor prima di internet e dell’attuale troll-in-chief.

La prima fake news della storia

La prima fake news finanziaria documentata risale al lontano 1814, quando a Londra venne diffuse la notizia della morte di Napoleone, ucciso dai cosacchi. La Borsa balzò immediatamente in avanti, sembrava non fermarsi mai. Il mercato finanziario fu disorientato da un fatto così clamoroso, ma era una fake news provocata ad arte e l’ammiraglio Thomas Cochrane fu arrestato e degradato per aggiotaggio.

Da allora è passato più di un secolo e la produzione di disinformazione nel mondo della finanza è diventata una piaga globale.

Alcuni casi nell’ ultimo decennio

Era l’aprile 2013 quando l’indice Dow Jones perse in pochi minuti oltre 150 punti (135 miliardi di dollari di capitalizzazione) dopo un tweet da parte dell’agenzia stampa, Associated Press, che annunciava la presenza di un pacco bomba alla Casa Bianca. L’ipotesi di attentato scatenò gli ordini di vendita, poco prima che la stessa agenzia rivelasse di aver subito un attacco hacker che aveva diffuso la fake news.

Nell’agosto 2018 Elon Musk scrisse, via Twitter, di voler ritirare Tesla dal mercato, riacquistando azioni per un controvalore di 420 dollari l’una (al momento il mercato prezzava $340). Le azioni Tesla registrarono un +11% nelle due ore appena successive all’annuncio del patron della casa d’auto, tradottesi però in una perdita del 15% dopo che la Consob americana, la Sec, chiamò Musk a fornire delucidazioni circa la propria (falsa) dichiarazione mai tradottasi in realtà.

Le cause

Ad agevolare l’impatto delle “fake news” sui mercati oggi, è il processo di iper-tecnologizzazione del sistema borsistico attuale, che rende molto più semplice l’immissione e la diffusione di false notizie nel mondo finanziario. I robot trader gestiscono oltre il 66% del controvalore degli scambi globali sull’azionario cash a livello mondiale. Il trading è fatto di sofwtare e algoritmi, che lasciano sempre più sullo sfondo l’intervento umano. L’avvento del digitale, insieme alla novità apportata dall’entrata in vigore della Mifid1 secondo cui gli asset finanziari possono essere scambiati su una molteplicità di listini telematici, ha creato un habitat favorevole alla proliferazione di “fake news”. La complessità e molteplicità delle sedi di esecuzione, unitamente alla digitalizzazione della finanza e dell’economia, infatti, crea spazi d’azione insperati per chi vuole infilarsi nelle pieghe dei sistemi tecnologici per sfruttarli a suo piacimento.

Il Sole 24Ore fa un interessante esempio. “Ipotizziamo che il soggetto A voglia comprare un titolo la cui quotazione è però per lui troppo alta. A fronte di ciò A, dotato di un sistema di trading ad alta frequenza, “spara” nel book di contrattazione di quel titolo una valanga di proposte di negoziazione di vendita. Proposte, si badi bene, appena superiori a quella migliore presente sul mercato per evitare l’eventuale loro immediata esecuzione. Orbene: in un simile contesto i “tradizionali” investitori, vedendo la “finta” pressione ribassista, sono spinti a vendere. Così facendo, mentre il soggetto A ritira in un millisecondo le sue proposte di cessione del titolo, le quotazioni realmente calano. A questo punto A potrà, dopo che il prezzo del titolo è calato, acquistare realmente l’asset al valore da lui voluto. Insomma: una”fake news”, il falso flusso in vendita, consente ad A di comprare al livello che lui desidera”.